Verona                                                                                                                               Settembre 2004

 

Osare il passato ...

Carissimi Amici, 

            Non è di moda “osare il passato” ma è proprio quello che accadrà il prossimo ottobre. Lasciatemi prima abbracciarvi nuovamente con questo foglio e così farmi strada nel vostro cuore. Ai primi di ottobre accompagnerò il vescovo di Verona P. Flavio Roberto Carraro e la sua delegazione del Centro Missionariio Diocesano in visita alla Chiesa Cattolica che vive in Khartoum (Sudan).

            Invitati dal Cardinale Gabriel Zubeir Wako la visita si colora di “missione”. Non si tratta di una visita di cortesia, non sarà un incontro ufficiale tra autorità ecclesiastiche che per vari motivi storici sono legate l’una all’altra dal Santo Daniele Comboni. È in questa città,  Verona, che il il Comboni nutrì la sua vocazione missionaria per l’Africa Centrale; è qui che fondò i suoi due istituti missionari; è da qui che guidò le prime comboniane, i primi comboniani e i primi collaboratori africani nella sua avventura africana.

            Questa visita ha il sapore di una coraggiosa seconda partenza della chiesa veronese per il Sudan; un ripartire con cuore nuovo, aperto alla meraviglia e sorpresa di ciò che Dio ha fatto in quella terra africana.

            Tutti scrollavano la testa qualche mese fà quando ho proposto calorosamente al P. Flavio Roberto di accettare l’invito del primo cardinale sudanese. Avrebbe potuto dire di no e per seri motivi: già ci sono le visite programmate alle missioni dove operano preti diocesani e laici volontari Fidei Donum veronesi come espressione della missionarietà della Chiesa di San Zeno. Poi i suoi molteplici impegni in diocesi e in Italia. Ma il suo sì mi ha fatto capire l’importanza di questa “uscita”. Non si tratta di una pura coincidenza. Dio ha le sue maniere di scrivere la storia. Quindi si parte.  

Tutti abbiamo sentito parlare del Darfur e la tragedia che vi si sta consumando. Tutti viviamo nella speranza che venga firmato il “cessate il fuoco” definitivo e si dia il via alla pace tra Nord e Sud Sudan per smaltire il peso enorme di 21 anni di guerra, due milioni di morti, cinque milioni di rifugiati, due generazioni prive di una normale educazione elementare, il dramma psicologico dell’orrore della guerra negli occhi dei bambini e nei loro corpi segnati dalla fame e dalla malattia, lo sfacelo della famiglia tradizionale africana, il trauma di una sofferenza indicibile.

            In questa situazione la chiesa sudanese ha vissuto e vi continua a vivere. Come Verona anche Khartoum è in Sinodo: vuole rinnovarsi, tenta nuove vie e sogna programmi di ricostruzione, riconciliazione, nuove opportunità per una vita più dignitosa per tutto il popolo sudanese. Ma non vuole sognare da sola. Come fece il  Santo Comboni a suo tempo la Chiesa in Sudan invita tutto il mondo sopratutto cattolico a  salvare il salvabile. Lo hanno fatto pure ultimamente i vescovi cattolici sudanesi invitando la comunità internazionale per aiutare il Sudan a risolvere la crisi del Darfur; lo ha fatto il Papa il giorno dopo la canonizzazione del Comboni invitando tutte le forze cattoliche a mobilitarsi contro la fame e le malattie e per fondare l’Università Comboni in Sudan. Il sogno del Comboni deve realizzarsi.

            Verona rispose con generosità ai tempi del Comboni; e lo fà nuovamente oggi il Vescovo di Verona invitato dal settimo successore del Comboni a Khartoum Gabriel Cardinale Zubeir Wako. Il cuore di Verona l’accompagna e con lui riparte nuovamente per questa avventura missionaria tutta la comunità cristiana. Due chiese sorelle s’incontrano e s’abbracciano ringraziando Dio per tutte le sue meravigliose opere fatte da mani deboli d’uomini e donne guidate dalla forza, dal coraggio e la visione dello Spirito di Cristo. Ci auguriamo un fruttuoso ottobre missionario.

 

                p. Giancarlo


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