Verona Natale 2003
Carissimi Amici,
Lo sceicco Badri, il teorico del movimento islamico radicale mondiale, dichiarò da Londra che i fatti di Istambul e Nassiryia durante il mese Ramadan sono "doni" a quel mondo che fa guerra all'Islam. Questi “doni” continueranno ad arrivare ai loro destinatari anche dopo Ramadan (Porta a Porta del 24 Nov. 2003 su Rai Uno).
Al sentirlo mi si agghiacciò il sangue nelle vene! A tanto è arrivata la pazzia umana! A tanto sfocia ogni guerra. Violenza uguale amore. Ne sentiamo tutto l'orrore. Il disgusto che ne proviamo ci induce ad abbandonare per sempre i "campi di morte". Qual è l'alternativa?
È vicino il Natale, la festa del DONO: ci è stato donato un Figlio, venite adoriamo!
Quale differenza tra il dono di Dio e i nostri ! Quando il cuore dà accoglienza al demone della violenza, vengono alla luce azioni di terrore, d' orrore. Nella pienezza dei tempi Dio si è presentato al nostro cuore con l' Unico Dono, che poteva darci: il figlio dell'amore! È per grazia è una donna che lo mette al mondo in tutta la sua fragile umanità.
" Andiamo a Betlemme!"; è da lì che partono e arrivano tutti i veri doni. In Gesù di Betlemme sono letteralmente "esplose" la mansuetudine e la tenerezza di Dio. Ora sappiamo che odio, rancori, terrorismo e guerre non sono dal Dio della vita. Natale: "Se tu conoscessi il dono di Dio. ...", sussurrò un Gesù stanco presso il pozzo ad un' altra donna. Con
Lui "l' amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per dono dello Spirito" (San Paolo).
Tra le mani ho una foto giuntami recentemente dal Sudan. È come una "finestra" di vita sulle nostre strade. Ritrae una quindicina di bambini e bambine. Sullo sfondo una mamma, seduta per terra evidentemente stanca, guarda con tenerezza tanta vita raccolta sotto il suo unico tetto in un campo profughi nel paese dei due Nili, tormentato dalla guerra. Al centro un bambino da presepe. Mi commuove questa "mamma" ,sullo sfondo, pensierosa si, ma allo stesso tempo fiduciosa perchè sa di aver accolto "in casa sua" il dono: ero un senza tetto e mi avete ospitato!
"Natale con i tuoi" scandisce un nostro proverbio. È vero solamente a condizione. ..che tu creda fermamente che "tuoi" sono tutti coloro che il tuo cuore accoglie con e per amore. Lancio una proposta: questo Natale, un panettone, uno zampone in meno per essere più segni concreti d' accoglienza del dono di Dio perché si manifestino dentro e fuori casa nostra la solidarietà, l'accoglienza, la bontà: le sole carte vincenti contro ogni violenza.