Pasqua Aprile 2006                                                                        Khartoum-Sudan

Popoli dell’alleanza

 

Esseri di fuoco                                   

da terre lontane

contemplo uscire

sfidanti da terreni impervi

assetati di destino,

libertà, insoddisfatta fame

di felicità.

 

Il contadino s’inchina

e respira a pieni polmoni

dalla sua terra  

ricordi, profumi

e sogni

che a ritmi tormentati

mai abbandonati

si trasformano,   

sudore, terra e seme,

in pane, vita e dono.

 

Al di là di campi,

di spighe gonfie

di speranze,

s’affacciano persistenti,

sul mio orizzonte

ancora

deserti spaventosi  

segnati, sferzati

dal dio fiume

costruttore di civiltà

da secoli sepolte

in sabbie conservatrici

di sogni d`eternita`  

velleità` umane,

torri sepolte

spettri

d` immane orgoglio

dell`uomo oppressore.

 

 

Si contorce Il fiume

tra pietre e gole,

s’affatica, rode sponde,

si libera

deponendo benigno

piu` oltre

limo  di vita

sempre piu`, sempre nuova.

 

M’inchino da anni 

su questo scenario  

scrutandovi voci, suoni,

colori, la parola

d’altre lingue

d’altri  volti.

 

Ho seminato sognando

terre di pace

lungo rive da secoli

sterili, insangunate

pur fecondate,

da aneliti  secolari

di liberta`. 

Quando spariranno

lacrime e dolore …

e le morti, le violenze

che cavalcano irrispettose

foreste e deserti?

 

Mi hai scolpito, o terra,

come da roccia,

segno dell`alleanza,

nell’animo

con il tuo marchio

la  passione,

la speranza. Spero, amo!

 

Oggi  come il contadino,

la fronte bagnata,

rugosa, a fine stagione

attendo dall’arcobaleno

della risurrezione

oceani  d’esseri liberi

celebrare  con me

di questa terra

la nuova nascita,

la pace, di un nuovo futuro

l`aurora, a festa incoronata. 

 

Cristo, stella del mattino

Alzati luminoso

Su queste tenebre

Ancor gravide di vendetta;  

disperdele

nell`immane nulla

di vite spente dall`odio;

Incontraci a Emmaus!

Spezza con noi

Il pane dell`alleanza:

la tua e nostra vita.

 


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